1 novembre (Michele) – La legge delle catastrofi termodinamiche

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Secondo una legge fisica dalle catastrofiche conseguenze termodinamiche, in un sistema chiuso in cui avvengono reazioni fisiche irreversibili l’entropia, e in poche parole il caos, tende sempre ad aumentare. A meno che non ci sia Simona. Nuovo leader dei volontari, è sbarcata ieri dal grande uccello di metallo; dieci anni di esperienza ad Adwa  -o dodici, i dati sono spesso discordanti. Secondo alcuni è stata lei a fondare l’Etiopia; pronta alla guerra contro disordine e improvvisazione; immortalata dopo l’atterraggio dai nostri cameramen con inquadrature che, spero, evidenzino la somiglianza con Dart Fener; come colonna sonora consiglio la Quinta di Beethoven. Ha fatto sentire subito la sua forte personalità, mancata la settimana scorsa. Il suo arrivo ha polverizzato all’istante le tendenze anarchiche dei bambini, inaugurando un nuovo regime. E l’ordine instaurato, per certi versi discutibile, funziona.  A parte gli scherzi, non saremmo onesti intellettualmente se non ammettessimo che con Simona si lavora meglio. I ragazzini rispettano le file, fanno quello che gli diciamo di fare, si divertono in modo meno caotico. Ieri, tra un sonno opprimente e i ricordi, vivi e feroci, di un carcere non commentabile e di un bimbo denutrito a due passi dalla morte, non sono riuscito a cogliere i benefici della disciplina. Oggi la situazione, con tutti i suoi pro e i contro, è molto più chiara.

Il nuovo comandante dell’armata dei volontari detesta la confusione. Tutto, dall’arrivo dei bambini alla fine della giornata, è stato eseguito come da programma, limitando così il prolungamento di quei tempi morti che tanto li annoiano. Un aspetto decisamente apprezzabile della personalità di Simona è che, essendo lei un’allenatrice di pallacanestro, nella sua personalissima visione gerarchica delle attività il basket ha una posizione decisamente rilevante. E mai prima di lei, qua dentro, qualcuno aveva osato definire la pallavolo un non-sport. Mi piace.

Il prezzo da pagare per il rinnovamento voluto/imposto dalla nostra amica è, essenzialmente, il tempo. Sister Scolastica, cyborg paurosamente instancabile travestito da suora coreana, e in quanto tale, ovviamente, in perfetta simbiosi con la neo-arrivata allenatrice, continua giorno dopo giorno ad anticipare l’appuntamento mattutino (8.00 i primi giorni, poi 7.50, 7.45 e così via). Il motivo: avere più tempo per la preghiera; preferisco non dire la mia a riguardo. Dopo pranzo questa settimana si ricomincerà a stare con i ragazzini alle 14.00 e non alle 14.30, solo per il gusto di andare di fretta. I briefing hanno triplicato la loro durata e raddoppiato la loro utilità, prima pari a zero, ora, invece, pari a zero. Quando tutto si fa più intenso le energie diminuiscono con una velocità direttamente proporzionale. E la stanchezza, forte di alleati quali Sole, alta quota e bambini iperattivi, si fa sentire. Tra le vittime segnaliamo volontari, cameramen e zie in preda ad attacchi di vomito.

Ore 16. Fantastico, un altro temporale. Se qualcuno vi ha detto che da queste parti non piove, mandatelo a farsi benedire (consiglio Lourdes) da parte mia. Bagnato dalla testa ai piedi come sono, aspetto solo che la bronchite mi accolga tra le sue braccia. Questi ragazzini non capiscono che se non la smettono di correre come pazzi, con i 5 centimetri di acqua che ci sono e il freddo che fa, si ammaleranno. Ma appena torna il bel tempo, dovremo mandarli alle loro case. Buon Dio, aiutaci a tirare fuori almeno un 5% di buono da questa situazione. Per questo ti preghiamo, amen.

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