3 novembre (Federica) – Almeno posso dire grazie

Oggi sono iniziati i saluti ufficiali e anche la malinconia.
Non pensavo di certo che mi sarei fatta degli amici qui e invece… Forse questa è stata la sorpresa più grande, anche più grande della pioggia e del freddo.
E’ successa una cosa magica. In un momento, così, all’improvviso, siamo diventati un gruppo. Siamo uniti e ci divertiamo, lavoriamo insieme e, soprattutto, giochiamo.
E’ stato un istante piccolo, piccolo ed impercettibile, ad unirci e un altro altrettanto piccolo ci dividerà, ma questo, al contrario del primo, sarà gigantesco.
Non c’è spazio nella mia mente per concepire l’idea che non rivedrò più i profili di queste persone e delle montagne. Avverto già il senso di vuoto profondo che, sono sicura, mi accompagnerà quando rientrerò in casa, a Roma, in Italia, a migliaia di km da qui. Quando inizierà il conto alla rovescia verso l’oblio delle tante emozioni e le tante esperienze vissute qui. La “vita normale” prenderà il sopravvento e tutto questo chissà dove finirà.

Mi fa tanta paura, ma almeno vivendo questo presente, posso dire grazie.

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